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Cresce il gruppo degustatori della delegazione di Como

Anche quest’anno la delegazione di Como si arricchisce, diventa più numeroso il gruppo di Degustatori Ufficiali AIS.
Un traguardo ambito, un percorso di studio rigoroso ed approfondito, un esame stressante. Una qualifica con la quale si entra a far parte del Gruppo Degustatori Ufficiali di AIS Lombardia, con possibilità di frequentare degustazioni dedicate a mantenersi in forma e contribuire alla redazione delle guide Vitae e Viniplus. Ma essere degustatore è anche un passo intermedio per chi pianifica di diventare Relatore, Direttore di Corso o – perché no! – cimentarsi in concorsi.mr22
Oggi ci congratuliamo pubblicamente con Mirko Rosa, Sommelier della delegazione di Como, che dalla sessione d’esame del 22 e 23 Settembre a Milano, ritorna a casa con il diploma di Degustatore!
Ed anche a lui (come già fatto in passato) rivolgiamo alcune domande, per celebrarlo e conoscerlo meglio.

Cosa ti ha spinto ad affrontare il seminario per degustatori? Sommelier non bastava?
Come diceva qualcuno “chi si ferma è perduto”! Scherzi a parte, la passione per il mondo del vino, nata per caso, non ha fatto altro che crescere in questi anni, grazie alla curiosità, alla voglia di scoprire ed assaggiare prodotti differenti. Un ruolo importante è anche quello del bel gruppo che fa capo ad AIS Como e alle amicizie che si sono create. In particolare la tecnica della degustazione, costante oggetto di dibattito tra i sommelier, è sempre stata uno dei miei argomenti preferiti, in particolare la relazione con i terreni: perché un Pinot Nero coltivato in Oltrepò Pavese ha caratteristiche così differenti rispetto al Pinot Nero di Borgogna o a quello Neozelandese ? In che modo i terreni influenzano il contenuto dei nostri bicchieri? Sono tutte curiosità che mi appassionano e che continueranno a farlo!

Sappiamo che il seminario sta cambiando, che è una formula in evoluzione. Cosa ti è piaciuto e cosa hai trovato più difficoltoso?
La nuova formula è più incentrata sul concetto di degustazione. Oltre ad un seminario molto interessante, abbiamo assaggiato vini molto importanti e particolari… una bella esperienza che non capita sicuramente tutti i giorni. La parte più piacevole è sicuramente quella di approfondimento di alcuni argomenti relativi alla degustazione e mi è piaciuto molto il concetto di descrizione giornalistica, un modo differente di raccontare il vino. Ho avuto un po’ di tentennamento nella valutazione scritta dei due vini il primo giorno, sarà stato per la tensione, o forse per la stanchezza fisica: dalle 9 del mattino alle 16 si analizzano 13 vini differenti!

E adesso, che programmi hai? Ti vedi a un punto di arrivo, ti senti in viaggio o sei giunto a destinazione?
Arrivati mai! Per ora mi godo questa soddisfazione, e non è di poco conto, mi sembrava di esser tornato ai tempi dell’università! Di certo continuerò ad approfondire, partecipare a eventi, cercare di avere dei confronti con colleghi e produttori. Eventualmente valutare un percorso di crescita all’interno dell’associazione, vedremo… per ora vivo alla giornata!

Una curiosità, che abbiamo chiesto anche ad altri: c’è stata una stata una bottiglia di vino che ha lasciato il segno, che ha fatto partire la passione per il vino?
Il vino è emozione, e ho tanti ricordi differenti ma collegati tra loro. Tornando a quando ero bambino sicuramente il vino con le pesche che mio nonno mi faceva bere in Sicilia quando avevo 10 anni; una bottiglia di Negroamaro di mio cognato nel quale ho identificato nettamente del cuoio 13 anni fa, è stata la prima sensazione percepita nel vino differente dall’alcol! E ancora, il vino imbottigliato da mio zio, semplice ma che ha accompagnato me e la mia famiglia anni fa in un periodo molto intenso e travagliato ma del quale mantengo ricordi piacevoli. Infine, il mio povero papà mi ricordava sempre che quando avevo 2 anni gli avevo fregato un bicchiere di grappa per assaggiarla… più degustatore di così!

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